Addestramento canino: alla scoperta del Mondioring

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Come abbiamo visto in un precedente articolo, l’agility è una disciplina di origini inglesi ma non è ovviamente l’unica che si è sviluppata attorno al mondo della cinofilia. Nella metà degli anni ’80 un gruppo di addestratori, ritrovatosi a una competizione francese decise di dare vita a un nuovo ramo delle competizioni canine. Erano presenti amatori dall’Italia, Olanda, Germania e Belgio; ognuno di loro voleva prendere il meglio delle proprie discipline ed unirlo a quello dei loro vicini: nacque così il Mondioring, disciplina atta a far conoscere il programma nazionale di ogni paese. 

Storia e origine del Mondioring

Fu un’occasione di sinergia talmente rara che rese il Mondioring un evento internazionale in poco tempo, suscitando interesse persino dagli americani.

Le difficoltà iniziali furono molte. Alcuni Paesi avevano un programma inefficace nonostante fossero molto forti nell’addestramento cinofilo di polizia. I francesi non riuscivano a capire che un pastore belga dava come minimo due o tre morsi, per cui saper curare la presa era l’obiettivo più importante da raggiungere. Allo stesso modo, per una persona belga era impossibile pensare che un cane potesse saltare senza strattonarlo per il collare e un addestratore olandese non comprendeva come un cane d’attacco potesse mordere un fuggitivo immobile e in silenzio.

Era uno scambio di idee affascinante e completo, dove ognuno metteva la parte migliore del proprio addestramento e la condivideva con i colleghi. 

Il Mondioring e le sue prove

Come per l’agility, il Mondioring viene praticato all’interno di un’area recintata e sono necessarie alcune persone che fungano da figuranti per il cane, soprattutto per la parte di attacco e di morso. Il programma è suddiviso in tre prove: obbedienza, salto e difesa. Personalmente preferisco il salto: vedere dal vivo alcuni pastori saltare in alto o in lunghezza è un’esperienza davvero emozionante e fa ben capire la capacità di questi cani di strabiliare il pubblico. 

Esistono tre tipologie di salto: la barriera, l’ostacolo e il lungo. Nel primo caso il conduttore si pone fianco all’ostacolo per poter afferrare il proprio cane nel caso non riesca a oltrepassarlo: le altezze arrivano sino a 2,3 mt per la massima categoria ma in internet si possono scovare malinois che vanno ben oltre quest’altezza. Al segnale, il cane deve balzare, arrampicarsi e oltrepassare la barriera per poi sedersi in attesa del prossimo ordine del conduttore. 

La seconda tipologia di salto differisce dall’ostacolo classico dell’agility perchè è più alto e generalmente pieno; immaginate quindi un cane poliziotto che deve saltare una rete. Come per il precedente, anche qui le altezze differiscono a seconda delle tre categorie di appartenenza fino a un massimo di 1,2 metri. Il cane parte da fermo da una certa distanza e, al comando del conduttore, oltrepasserà l’ostacolo senza toccarlo (nella barriera ovviamente questo accade). 

La terza e ultima tipologia è il salto in lungo, da me il preferito perché ritengo che il cane si diverta veramente molto quando lo affronta e la sua concentrazione nel saltare o passare un ostacolo che può raggiungere i 4 metri ha qualcosa di incredibile. Non c’è esitazione nel cane quando lo affronta, anzi è totalmente concentrato nel superarlo che molto spesso la zona di atterraggio oltrepassa (e non di poco) la lunghezza totale dell’ostacolo. Ad aumentare ancor di più la difficoltà del salto in lungo è la conformazione dell’attrezzo stesso, ove la parte iniziale è più bassa di un ventina di centimetri della parte finale: il cane quindi deve essere ben sicuro di andare oltre la lunghezza richiesta per non incorrere in penalità. 

Allenamento e preparazione nel Mondioring

Come altre discipline, il Mondioring richiede allenamenti molto lunghi e una grande preparazione da parte del binomio. Se l’agility è uno sport creato per far divertire pubblico e cane, nel caso del Mondioring il divertimento rimane comunque ma la praticità degli esercizi è più alta. Quando il cane è ben addestrato nel morso e l’attacco, lo sarà anche nella vita reale, sia quotidiana che professionale, ad esempio nel caso dei gruppi cinofili delle forze dell’ordine. 

Altra sostanziale differenza con l’agility è che nel Mondioring non è possibile schematizzare il cane rispetto agli esercizi. Il giudice sorteggerà di volta in volta l’ordine in cui vadano svolti e potrà far utilizzare oggetti differenti rispetto a quelli usati normalmente in allenamento. Ad esempio, nel riporto può essere usato un qualsiasi oggetto, da un guanto a un annaffiatoio o una gomma. La scelta è ampia e il cane non dovrà ovviamente fare differenza. Allo stesso modo il percorso utilizzato per l’obbedienza viene costantemente rinnovato o modificato all’interno della stessa gara.

Si tratta di una disciplina complessa e varia e mai scelta fu più azzeccata di quella famosa cena in cui alcuni amatori europei decisero di creare qualcosa di bello e utile per tutti. Chissà che sia un esempio da imitare per il futuro e non solo nella cinofilia.

Luca Calegaro, educatore cinofilo Cinofilia Padova

Le domande frequenti sul tema Addestramento canino: alla scoperta del Mondioring

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