Mantrailing: come insegnare al cane a discriminare un odore

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Nelle attività di mantrailing capita che il cane si trovi di fronte a delle problematiche che rendano più difficili il suo compito di ricerca e discriminazione di un odore. Le giornate ventose, gli incroci stradali, il brutto tempo, la folla sono tutte situazioni potenzialmente complesse per un cane intento a seguire una pista. Insegnargli a discriminare un odore (e quindi una pista) in svariate situazioni è quindi indispensabile. 

Saperne di più sulla pista e sulla permanenza di odori

In altri articoli, abbiamo già parlato di quanto sia sviluppato il senso dell’olfatto del cane, nonché di come sia in grado di discriminare odori con una qualità almeno 100.000 volte superiore rispetto a quella dell’uomo. La capacità olfattiva del cane, però, non si ferma alla qualità, ma anche alla quantità degli stimoli che è in grado di percepire. 

Ciò vuol dire che i suoi recettori nasali sono in grado di associare un numero incredibile di odori, alcuni dei quali spesso nemmeno percepiti dall’uomo. In altre parole, se da un lato il cane è predisposto a fare mantrailing e attività di ricerca, dall’altro è facile che, nel seguire una pista, venga distratto da molti stimoli, proprio per questa sua capacità di recepire tantissimi odori. 

Teniamo presente, infatti, che un odore può rimanere per terra o nell’aria anche per ore o addirittura giorni. Consideriamo, ad esempio, che se una persona passeggia su un prato, le sue particelle di odore possono rimanere su quel prato anche per giorni e giorni. Così come se un uomo è stato in un parco, è passato per una strada o ha indossato un determinato abito. Il cane, in definitiva, è in grado di recepire anche a distanza di tempo le particelle di odore che lasciamo lungo il nostro cammino.  

Insegnare al cane a discriminare un odore

Tali stimoli olfattivi, per il cane, si moltiplicano esponenzialmente quando deve discriminare un determinato odore in situazioni complicate, quelle ovvero che mettono a dura prova il suo “naso”. Stiamo parlando di circostanze di folla, di giornate ventose, di incroci stradali, di correnti marine. In tutte queste situazioni, infatti, all’odore “target” si mischiano numerosi altri odori che possono portare in confusione il nostro quattrozampe. 

Per insegnare al cane a discriminare un odore in situazioni complesse, allora, è opportuno innanzitutto effettuare un buon allenamento. Un bravo addestratore cinofilo, in altre parole, deve mettere alla prova, in maniera graduale, l’amico peloso in varie situazioni complicate per insegnargli a discriminare un preciso odore target, indipendentemente dalla quantità di stimoli presenti. 

Non basta tuttavia insegnare al cane a discriminare un odore anche in presenza di situazioni complesse, ma anche il padrone dovrà essere in grado di leggere i segnali che lui gli invia. E, quindi, essere in grado indirizzarlo verso la pista corretta. 

Come aiutare il cane a discriminare odori in situazioni complesse

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Ipotizziamo una situazione per chiarire meglio come avviene l’addestramento. Supponiamo che una persona (quella che il cane sta cercando) è passata per un incrocio stradale. E supponiamo anche di aver dato al cane l’odore da ricercare, cosa che ha fatto normalmente finché si è ritrovato di fronte al bivio stradale (dove gli odori si mischiano più che in una strada senza incroci). 

All’inizio, il cane entrerà in crisi e non saprà dove andare poiché si troverà un bivio in cui dover prendere una decisione da seguire. Il comportamento del cane a questo punto sarà più o meno sempre lo stesso, seppur può cambiare in base al livello di addestramento raggiunto. Il quattrozampe, ovvero, esiterà sul da farsi. Noi, nel frattempo, in qualità di padroni, saremo dietro, con la lunghina tesa, attaccata alla sua pettorina, in attesa che il cane decida verso dove proseguire. Con un comando, lo invitiamo a lavorare. 

In genere il cane, dopo qualche attimo, prende una decisione e decide di seguire una strada tra quelle che si pongono a sua disposizione. Imboccata quella strada, qualora non senta più l’odore, tenderà ad alzare il muso e a guardarsi intorno, nonché a tornare indietro: un chiaro segno che la “pista” da seguire non va da quella parte. Proverà allora a seguire l’altra strada. Ancora una volta, se la pista è corretta, abbasserà la testa e si metterà alla ricerca dell’odore target. In alternativa, rialzerà la testa e si guarderà attorno, tornando indietro e riprovando con un’altra strada. 

La stessa situazione può verificarsi anche nelle attività di ricerca in città, in giornate ventose, in mezzo alla folla, quando ovvero la mescolanza di odori è maggiore. Costanza e allenamento, in questi casi, risolveranno qualsiasi titubanza del cane. Quel che resta fondamentale in qualsiasi condizione è la comunicazione tra cane e padrone. Saper leggere i segnali del cane, infatti, è molto importante, poiché permette a noi padroni di aiutarlo nel lavoro di ricerca nei momenti in cui il nostro amico si troverà in difficoltà. 

E quando l’odore “sparisce”?

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Può capitare che l’odore “sparisca”. Per spiegare questo concetto, occorre immaginare una possibile scena, quella in cui ad esempio una persona è scomparsa da casa (o è stata rapita). Questa persona può essersi mossa a piedi per un po’ di tempo da casa, per poi salire in macchina e allontanarsi con la vettura. Ciò vuol dire che il suo odore è rimasto nel tragitto casa-vettura, per poi essere scomparso, proprio perché “prelevato” dall’auto. 

Nel momento in cui si dà l’odore della persona scomparsa al cane, ad esempio una maglietta, il quattrozampe seguirà la pista da casa fino al luogo in cui era presente la macchina. Arrivato lì, però, entrerà in crisi, poiché l’odore sarà sparito. Il cane dovrà allora essere in grado di comunicare questa circostanza al padrone e quest’ultimo di capire cosa vuole comunicargli. E lo farà, dopo un po’ di verifiche, mettendosi seduto di fronte al proprio padrone, come per dirgli: “Da qui in poi l’odore non c’è più”. 

Può esserci una sottile differenza se la persona scomparsa si sia allontanata con i finestrini aperti della vettura o meno. Nel primo caso, infatti, il cane potrà sentire ancora nell’aria un po’ di odore e, quindi, continuerà a seguire la “pista”. Nel secondo caso, invece, tenderà a sedersi, per comunicare il tutto al padrone. 

Stiamo parlando, in ogni caso, di una fase certamente avanzata dell’addestramento di mantrailing, che in termini tecnici si chiama pick up (ovvero quando una persona ricercata viene prelevata e portata via). Con pazienza, costanza e addestramento si raggiungeranno, nel tempo, anche questi risultati. 

Luca Calegaro, educatore cinofilo Cinofilia Padova

Le domande frequenti sul tema Mantrailing: come insegnare al cane a discriminare un odore

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