Alleanze pericolose: Dirofilaria e Wolbachia

Gattino curioso con occhi luminosi e pelo morbido, che cattura l’essenza dell’innocenza giocosa

Ora che sapete tutto sulla dirofilaria, sulla sua diagnosi, sulla sua profilassi e sul suo trattamento, siete pronti per conoscere un importante alleato di questo parassita, tanto insidioso quando pericoloso: mi riferisco ai batteri del genere Wolbachia, microrganismi endosimbionti di questi nematodi. Si tratta di batteri Gram negativi in grado di innescare una grave risposta immunitaria, a causa della loro capacità di incrementare la produzione delle citochine infiammatorie. Prima di addentrarci nella spiegazione degli effetti nocivi di Woolbachia sull’organismo ospite, ovvero i nostri pet, cerchiamo di conoscerlo meglio e di comprendere come è fatto.

Struttura dei batteri

I batteri sono organismi unicellulari assai efficienti: oltre a rappresentare la classe di organismi viventi più diffusa sul nostro pianeta (nonché la più antica), essi hanno anche imparato a vivere in ambienti con condizioni chimico-fisiche estreme, come geyser o luoghi con pH molto basso. La maggior parte di essi non è patogena, ovvero non causa malattia, e riesce a sopravvivere senza attaccare o comunque recare danno ad altri organismi, anzi, molto spesso la loro azione ha un effetto benefico: è il caso, ad esempio, della flora intestinale, che ci difende dai batteri nocivi, stimola la corretta funzionalità dell’intestino e del sistema immunitario, e produce nutrienti che noi non siamo in grado di sintetizzare, garantendocene un apporto adeguato. I batteri vengono divisi in due grandi categorie: i Gram positivi e i Gram negativi; questa schematizzazione sfrutta come criterio di classificazione la loro risposta alla colorazione di Gram, una tecnica messa a punto per colorare i microrganismi ed evidenziarne la presenza nei campioni biologici.

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confronto gram positivi gram negativi
confronto gram positivi gram negativi

I batteri sono dotati di una parete cellulare, talvolta rivestita da una capsula polisaccaridica esterna, e posizionata al di sopra di una membrana citoplasmatica con caratteristiche e funzioni pressoché uguali a quella delle cellule eucariote. Tali rivestimenti esterni proteggono il contenuto della cellula e le conferiscono una forma precisa, che è assai variabile: i batteri possono avere forma tonda (cocchi), bastoncellare (bacilli) o essere spiraliformi (spirochete). All’interno della cellula batterica troviamo il citoplasma (una sostanza gelatinosa con una consistente componente acquosa), degli organuli (essenzialmente i ribosomi, strutture fondamentali per la sintesi di proteine) e un unico cromosoma circolare costituito da DNA, libero nel citoplasma. Ma da quale di queste componenti dipende la risposta alla colorazione di Gram?

Ebbene, essa dipende dalla parete cellulare; nel caso di Wolbachia, un Gram negativo, la parete presenta una ulteriore membrana esterna e uno strato di peptidoglicani molto sottile. Tale caratteristica non influenza solo la risposta alla colorazione di Gram, ma anche la vulnerabilità di questi microrganismi nell’ambiente, la sensibilità agli antibiotici e i meccanismi con cui infettano gli organismi superiori.

Wolbachia e Dirofilaria: una combinazione fatale

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batteri
batteri

Come accennato all’inizio dell’articolo, Wolbachia è un endosimbionte dei parassiti della famiglia Dirofilaria: senza l’ausilio dei batteri, le femmine di nematodi non riescono a riprodursi e possono andare incontro a sterilità e morte. Wolbachia è in grado di accentuare la risposta immunitaria dell’organismo parassitato, stimolando la produzione di citochine infiammatorie; ciò può rendere difficoltoso il trattamento della malattia parassitaria, perché può dare luogo a reazioni avverse alla terapia. Non solo: Wolbachia è in grado di desensibilizzare la risposta immunitaria innata dell’organismo ospite di Dirofilaria, esponendolo al rischio di non riuscire a contrastare infezioni o altre patologie secondarie. Poiché quando l’animale è affetto da dirofilariosi sicuramente ospita anche batteri del genere Wolbachia, il trattamento della malattia parassitaria deve essere combinato con un ciclo di antibiotici.

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