Norma UNI. Definita la figura del Tecnico Veterinario

La norma UNI (Ente Italiano di Normazione e Unificazione) è entrata in vigore il 19 ottobre 2018 e definisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza della figura del Tecnico Veterinario, ossia di colui che presta assistenza tecnica all’attività medico-veterinaria. Si chiama “Prassi di Riferimento UNI/PdR 45:2018” e rientra nel Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF).

Ma di cosa si tratta esattamente?
È un documento che inquadra in maniera più dettagliata la figura del Tecnico Veterinario e delle sue mansioni, definendolo come colui che assiste il Medico Veterinario, secondo le sue istruzioni, durante l’erogazione delle prestazioni medico-chirurgiche, nell’organizzazione della struttura e nella gestione del rapporto con il cliente e il suo animale, mettendo in atto le linee organizzative dettate dal Medico Veterinario relative all’andamento generale della struttura, coadiuvando lo stesso nell’attività professionale”. L’ingresso del Tecnico Veterinario all’interno del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) dei dipendenti degli Studi Professionali era già stato formalizzato nel 2015. Attualmente questa figura professionale è inquadrata nel CCNL per i dipendenti degli studi professionali, ai livelli 4 e 4s, anche se molti di coloro che oggi svolgono funzione infermieristica nelle strutture veterinarie non hanno ancora un’adeguata preparazione specifica né una certificazione di competenze acquisite per svolgere questo lavoro, e sono inquadrati come operai o braccianti agricoli o tecnici generici.

mansioni tecnico veterinario

Qual è lo scopo della norma UNI?
Uniformare la formazione e le competenze del Tecnico Veterinario attraverso un documento che ne definisce i livelli di conoscenza e abilità. Secondo la norma UNI, infatti, il profilo professionale del Tecnico Veterinario deve tenere in considerazione diverse variabili:
· la finalità, ossia lo scopo fondamentale del profilo professionale
· le principali attività, ovvero gli ambiti specifici su cui il profilo professionale deve influire
· i requisiti in termini di conoscenze (pratiche e teoriche), abilità (cognitive e pratiche) e competenze, necessari per adempiere all’attività in modo efficace
· le aree di competenza: accoglienza − approntamento di spazi e strumenti di trattamento clinico e chirurgico − assistenza alle procedure clinico-chirurgiche − trattamento e gestione documenti clinici e amministrativo-contabili − supporto organizzativo.

Tra le competenze risulta fondamentale sapersi gestire autonomamente, secondo le istruzioni che vengono fornite, in un contesto di lavoro che è sempre in continua evoluzione. E rientra anche tra i compiti del Tecnico Veterinario sorvegliare il lavoro di routine di altri, assumendo una certa responsabilità per la valutazione e il miglioramento delle attività.

La certificazione
L’organismo indipendente per l’accreditamento dei percorsi formativi per Tecnici Veterinari è ACOVENE (Accreditation Committee for Veterinary Nurse Education), di cui fanno parte FECAVA (Federation of Companion Animal Veterinary Associations) e UEVP (Union of European Veterinary Practitioners). Lo scopo è proprio quello di armonizzare la formazione e le competenze di tale figura per consentirne anche una maggiore mobilità lavorativa all’interno dell’Unione Europea. È necessario che il Tecnico Veterinario dimostri, a cadenza annuale e tramite una dichiarazione, il perdurare dei requisiti che gli hanno permesso di ottenere la certificazione, e che ne richieda, entro cinque anni dalla data di rilascio, il rinnovo.
Gli aspetti da certificare riguardano:
· continuità professionale nel settore previsto dalla certificazione;
· rispetto dei requisiti previsti dallo schema di certificazione;
· assenza di reclami e loro corretta gestione;
· evidenza di aggiornamento professionale in materie afferenti l’ambito professionale nella misura di 16 ore/anno (si considerano le ore svolte in qualità di docente o discente, relatore o partecipante ai convegni, ecc.)

Di fronte a gravi carenze o ad un uso scorretto della certificazione, la stessa può essere sospesa o ritirata restando ferma la possibilità di appellarsi a entrambi i provvedimenti di sospensione o ritiro.

competenza tecnico veterinario

Il tecnico veterinario nel mondo
In Usa e nell’Europa del Nord la figura del Tecnico Veterinario è presente da più di 50 anni.
Questa figura è inserita nei centri di ricerca, nelle aziende farmaceutiche, negli ambulatori veterinari, nelle facoltà universitarie di medicina veterinaria ed agraria, negli zoo, nelle industrie agro-alimentari, nelle pensioni per animali, nei centri di addestramento e di protezione della fauna, negli esercizi commerciali di vendita di animali da compagnia e negli allevamenti di animali da reddito. Dagli studi statistici risulta che negli USA vengono impiegati 3,6 “technician” per ogni struttura veterinaria, mentre in Europa settentrionale (Inghilterra, Francia, Germania, Svezia, Finlandia, Belgio, Olanda Danimarca, Norvegia e Austria) le unit・lavorative per struttura veterinaria scendono a 2,6, probabilmente per la presenza di un maggior numero di laureati in veterinaria e la minore estensione del territorio. In altri Paesi, come Russia e Slovenia, è obbligatorio avere un rapporto di due tecnici per veterinario per ogni struttura. La certificazione può essere sospesa per un periodo massimo di 6 mesi se: si verificano gravi carenze n

Per ulteriori dettagli tecnici si rimanda al testo della norma UNI: https://www.anmvioggi.it/images/NORMA_UNI_TECNICO_VETERINARIO.pdf

Per avere maggiori informazioni: Segreteria ATAV (Associazione Tecnici Ausiliari Veterinari) tel. 0372.403509

ORGANO DI INFORMAZIONE UFFICIALE ATAV

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