Come avvicinarsi a un cane sconosciuto

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Incontrare un cane sconosciuto per strada o al parco è un’esperienza che può capitare. Per varie motivazioni, il quattrozampe può mostrarsi docile o aggressivo, potrebbe fidarsi o meno di noi. In tal senso, avvicinarlo, magari perché siamo spinti da un moto di tenerezza, non è sempre facile: significa conquistare prima di tutto la sua fiducia. Per riuscirci è opportuno rispettarlo e conoscere il codice di comunicazione canino che, a volte, non coincide con il nostro. Questo vale sia se il cane è libero, sia se è in compagnia del proprio padrone. 

Avvicinarsi a un cane sconosciuto: alcune informazioni generali

Bisogna sottolineare che un cane interpreta il comportamento delle persone in base al proprio codice di comunicazione e non in base a quello dell’uomo. Ciò vuol dire che nonostante ci possa provocare un moto di tenerezza, non è detto che sia propenso a farsi avvicinare così come noi vorremmo fare con lui. Non conosciamo, infatti, la sua storia: può aver subito un trauma, può essere stato randagio, può essere impaurito perché scappato dal padrone. Le reazioni che può avere di fronte al nostro avvicinamento, pertanto, sono varie. Assumere il comportamento corretto significa prima di tutto conquistare la sua fiducia: con alcuni cani ci metteremo meno, con altri di più. 

I rituali di accoglienza amichevoli tra uomo e cane, però, differiscono da quelli esistenti tra uomo e uomo. Ciò vuol dire che alcuni atteggiamenti che per l’uomo significano cordialità, appaiono agli occhi del cane come segnali di dominanza. Un’eccessiva cordialità, ad esempio, accompagnata da strilli e agitazione di braccia, può essere interpretata dal quattrozampe come un comportamento aggressivo. Al contrario, calma e un certo distacco, di solito, appaiono più rassicuranti. 

E allora come comportarsi con un cane sconosciuto, specie se libero?

I fattori da tenere sotto controllo in fase di avvicinamento

Il cane quando si trova davanti a un uomo scruta diversi segnali di quest’ultimo, al fine da decidere se può fidarsi o meno di lui. È a questi segnali che dobbiamo prestare attenzione, ovvero regolare su questi il nostro comportamento se vogliamo avvicinarlo. Ve ne sono alcuni che, in tali circostanze, assumono un certo peso: 

  • la velocità di avvicinamento; 
  • la postura; 
  • lo sguardo; 
  • l’angolo di avvicinamento. 

Per quanto riguarda la velocità di avvicinamento, un’andatura normale è interpretata in modo positivo, mentre una esitante rivela insicurezza e paura che il cane introietterà. In questo secondo caso, il cane reagirà all’insicurezza e alla paura diventando aggressivo. Al contempo, però, un avvicinamento troppo veloce sarà avvertito come un attacco da cui difendersi. Anche la postura è un elemento da tenere in considerazione quando ci si avvicina a un cane sconosciuto. Se una persona si sporge in avanti verso il cane, il comportamento è di solito interpretato come imposizione di dominanza: e quale cane vuole farsi sottomettere da un uomo che non è il suo padrone? Se una persona si ritrae, invece, potrebbe manifestare paura e questo porterebbe l’animale ad allontanarsi. Pertanto sarebbe auspicabile adottare una postura naturale. 

Aspetto da non sottovalutare mai è lo sguardo: mai fissare negli occhi il cane, poiché è un segno di sfida. Piuttosto, adottare uno sguardo dolce, muovendo gli occhi in maniera costante, provando a rassicurare il cane. Infine, l’angolo di avvicinamento: se si prosegue in linea retta e decisa verso l’animale, il cane può interpretare il nostro atteggiamento come una vera e propria minaccia da evitare. 

In estrema sintesi, il cane capisce di noi più di quel che noi crediamo. Dunque, per avvicinarsi, è meglio farlo lentamente e con calma, evitando movimenti bruschi o improvvisi, senza guardarlo fisso negli occhi. Una volta avvicinatisi al cane, è possibile provare a stabilire un contatto con lui attraverso gesti gentili e amichevoli, come parlare con voce dolce, offrire la mano da annusare o fare una carezza sulla testa o sul collo. Tuttavia, è importante non forzare l’interazione e rispettare i limiti dell’animale: se il cane sembra a disagio o si allontana, è meglio non insistere. Io personalmente mi posiziono in piedi, leggermente laterale e con le mani raccolte dietro la schiena: è una posizione di sicurezza anche per me ma resto sempre vigile e pronto a qualsiasi reazione, positiva o negativa che sia.

Nel prossimo articolo avrò modo di approfondire ulteriormente l’argomento, sottolineando l’importanza dell’indifferenza, qualora la situazione sia potenzialmente pericolosa. 

Luca Calegaro, educatore cinofilo Cinofilia Padova

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