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Comportamento - Cane

L’importanza della motivazione nel cane

Il nostro educatore cinofilo Luca Calegaro ci spiega l’importanza della giusta motivazione nel cane per migliorare la qualità della sua vita.

L’importanza della motivazione nel cane 14 Luglio 2021Leave a comment
cane motivazione

Un vecchio proverbio recita “Se vuoi che un lavoro sia fatto bene, fallo tu stesso”. Aggiungo che per fare bene un lavoro, devi essere motivato per ultimarlo al meglio. Ad esempio, quando scrivo un articolo, devo sentirmi mentalmente pronto e con lo sviluppo dei concetti già bene a mente. Allo stesso modo, se devo fare qualcosa a casa o a lavoro, la mia motivazione giocherà un ruolo molto importante perchè il mio scopo venga raggiunto nel più breve tempo possibile e con il migliore risultato. Posso essere spinto da diverse motivazioni ma talvolta devo fare una cosa perchè questa va semplicemente fatta. Questo ultimo punto è una grande differenza tra noi e un cane, perchè Fido non ha certo il senso di responsabilità che è parte dell’essere umano ma, come per noi, ha bisogno di essere motivato e seguire la sua natura. Tutti i proprietari di un cane vogliono che il proprio amico sia felice ma talvolta cadono in situazioni in cui qualcosa gli sfugge.

Bisogni e desideri del cane

Il mio primo incontro con il cliente a 4 zampe è sempre a casa del proprietario, perché voglio vedere l’ambiente dove vive e sentire la storia raccontata da più componenti possibili della famiglia. Insieme, cerchiamo di analizzare i bisogni e le motivazioni dell’animale, che variano in base alla razza e l’età. 

Ogni proprietario conosce una lista di cose che il proprio cane ama e che ha stilato con l’osservazione e l’esperienza. Ogni proprietario sa che che Bobo preferisce gli stick piuttosto che il biscotto oppure che Luna ama rincorrere la pallina per il soggiorno ma odia follemente chiunque entri in casa sua, trasformandosi infine in una creatura angelica mentre passeggia per strada. 

Nel mondo occidentale, il cane è ben accudito, con pasti regolari e un posto comodo dove dormire ma è un essere vivente che ha le proprie necessità e, se non vengono esaudite, portano frustrazione a lui e dispiacere a noi che inconsapevolmente non riusciamo a farlo esprimere appieno. 

Un pastore maremmano diventerà triste se continueremo a tirargli la pallina e non gli permetteremo di fare un po’ la guardia e un setter finirà per raschiare i muri se non avrà mai occasione per correre libero immerso negli odori e in cerca di tracce.

Come individuare la giusta motivazione nel cane

Nonostante tutto il bene che possiamo avere per il nostro cane, considerandolo come parte integrante della famiglia, non dobbiamo dimenticare che resta pur sempre un cane, la cui esistenza è scandita da stimoli e risposte. Per cui, dobbiamo ricercare la giusta motivazione che porti il nostro amico peloso ad essere pienamente felice, soddisfatto e scarico mentalmente. 

L’etologia ha già definito una ventina di motivazioni canine ma sono ben convinto che queste siano molte di più perchè meritano di essere scoperte, e per far ciò sarà necessario che nascano nuove razze di cani con esigenze diverse e nuove tipologie di proprietari che sapranno coglierle e definirle perché, come noi essere umani, anche gli animali sono in continua evoluzione, per motivi di sopravvivenza o di socialità, che si è evoluta nelle migliaia di anni in cui uomo e cane hanno vissuto assieme. 

Alcuni esempi di motivazione sono quella predatoria ove alcune razze hanno necessità di ricercare e rincorrere altri animali o oggetti, la territoriale, in cui la propria casa diviene il castello da difendere dai molteplici attacchi di postini, operatori ecologici e ovviamente altri cani, oppure la cinestesica, il cui puro piacere è dato dal movimento. Assieme a queste esistono la ricerca, la possessiva, la collaborativa o la competitiva, per citarne alcune.

motivazione cane

Quali sono i bisogni del cane?

L’aspetto positivo di tutte queste motivazioni è che possiamo combinarle, creando un equilibrio delle necessità nostre e del cane.

È nostro dovere porci quindi la giusta domanda: di cosa ha bisogno il nostro cane? Un bel pastore tedesco che vive sempre in giardino svilupperà una motivazione territoriale molto definita, a scapito di quella sociale. La nostra casa sarà un fantastico fortino anti intrusi ma dobbiamo dimenticarci di poter fare una bella grigliata con amici e bambini. Portiamo il nostro labrador a fare lunghe passeggiate in centro, accarezzato da mille persone: diventerà un vero amico dell’essere umano ma probabilmente avrà paura dell’acqua la prima volta che andremo al mare. Abbiamo bisogno anche noi di cambiare; il periodo storico delicato che stiamo vivendo insegna che è necessario modificare le nostre abitudini e la bellissima sorpresa è che siamo in grado di farlo, grazie alla nostra intelligenza e capacità di adattamento.

È come una bilancia: se invitiamo il nostro cane territoriale a essere più partecipe della vita della famiglia oppure andiamo a far visita a una bella area di sgambamento (seppur con le dovute cautele), la sua territorialità diminuirà, accrescendo la parte sociale e collaborativa. Se immaginiamo una scala di 100 in cui vari valori devono suddividersi all’interno di questo numero, proviamo a scrivere quali motivazioni e in che percentuali sono più presenti nel nostro cane. Poniamoci quindi un obiettivo ove le stesse motivazioni devono raggiungere un valore diverso in un tempo X. Per farlo, scegliamo quelle più adatte in base alla razza e l’età e applichiamo piccoli ma costanti cambiamenti durante le settimane. 

Al cane piace fare il cane ma la sua felicità è facilmente individuabile. Quando mi preparo per una passeggiata, lo scodinzolio delle code presenti in casa mia aumenta vertiginosamente e la vista del guinzaglio porta ad una corsa incontrollata per le scale e vocalizzazioni.  

La motivazione nel cane anziano

Se ho un cane più anziano, la sua motivazione dovrà diventare più sociale, importante per affrontare serenamente la sua terza età, con le dovute necessità che gli spettano. Anche noi esseri umani, invecchiando, tendiamo a ricercare ambienti più familiari, a scapito di esigenze esplorative o sociali che erano invece più presenti da giovani. Sono motivazioni similari ma su scale diverse e la natura stessa si evolve secondo queste regole.

Tutti questi aspetti sono una sorta di collante che coniugano l’essere vivente al mondo esterno ed ognuna di esse è intrinseca in noi come nel cane ma la specificazione, ovvero verso cosa è rivolta, dipende dalle occasioni che il mondo esterno mette a disposizione per raggiungere il desiderio, che sia esso una pallina o qualcosa di più speciale e profondo.

Luca Calegaro, educatore cinofilo Cinofilia Padova

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