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Comportamento - Cane

La coda del cane: parla l’esperto

L’educatore cinofilo Luca Calegaro oggi ci parla della coda del cane: cos’è, a cosa serve e come interpretarne il linguaggio.

La coda del cane: parla l’esperto 14 Dicembre 2020Leave a comment
la coda del cane

Un vecchio proverbio recita “Neanche il cane muove la coda per niente”. Oltre alla saggezza popolare, siamo soliti associare questo movimento canino a una condizione serena e felice. Tuttavia, la coda del cane nasconde più significati di quanto pensiamo ed è in grado di fornire preziose informazioni sull’animale che abbiamo davanti.

Innanzitutto chiariamo cosa è la coda: un prolungamento della colonna vertebrale composto da un numero di vertebre che variano da 18 a 22, in base alla razza e alla dimensione del cane. È un elemento essenziale per l’equilibrio dell’animale e lo aiuta durante la corsa o i cambi di direzione.

A cosa serve la coda

Chiarito questo concetto, è giusto chiedersi perché i cani scodinzolano e cosa vuol dire.

Lo scrittore francese Victor Hugo diceva che “il sorriso del cane sta nella coda” ed è assolutamente un aforisma bellissimo e veritiero ma esistono diverse tipologie di scodinzolii e sono tutti dei raffinati metodi comunicativi ideati da madre Natura.

Come i neonati umani, anche i cani devono imparare la loro lingua. I cuccioli emettono dei piccoli guaiti e pare che stiano perennemente scodinzolando. Quando ha circa un mese, il cane riconosce la necessità di comunicare con la madre e i suoi fratellini, quindi utilizza la coda per indicare ai suoi compagni che ha voglia di giocare, che è stanco o che ha fame.

Le parole sono la base della comunicazione umana e noi siamo buoni ascoltatori. I nostri amici a quattro zampe sono invece dei grandi osservatori; mancando un vocabolario verbale, utilizzano il linguaggio del corpo per comunicare i loro messaggi, assumendo una certa posizione, emettendo un particolare suono e ovviamente utilizzando la loro coda. Lo scodinzolio è un grande aiuto tra simili perché la vista dei cani ha parecchi limiti e sono in grado di cogliere meglio i movimenti piuttosto che i colori, anche se l’evoluzione ha dato la sua mano anche su quest’ultimo punto, fornendo code dai colori contrastanti (la classica punta bianca sul nero) o più folte rispetto al resto del pelo. Sono tutti tratti che migliorano la comunicazione intra-canina.

Il linguaggio della coda nel cane

La posizione neutra della coda varia tra le razze; avremo sicuramente notato che alcuni cani la tengono dritta piuttosto che arricciata o quasi verticale ma, nonostante queste differenze, sono tutte in grado di comunicare diverse sensazioni.

Preparazione o agitazione: il cane è attento e ha le orecchie in alto e la coda sollevata, il movimento è lento piuttosto che nullo, come nei cani da caccia.

Negoziazione: l’animale smette improvvisamente di scodinzolare e si blocca. Questo atteggiamento può indicare che vuole deviare una minaccia senza essere aggressivo; molti cani lo fanno quando vengono accarezzati da estranei, ad indicare che NON vogliono interagire con loro. È una comunicazione importante da saper cogliere perché il cane potrebbe sfociare in una fase aggressiva.

Se così fosse, noteremmo che la coda si sposta verso la verticale e la schiena dell’animale si inarca: più alta è la coda, maggiore può essere la minaccia. Questa posizione rilascia inoltre più odori dalle sue ghiandole anali, fattore che annuncia il suo arrivo e marca maggiormente il territorio.

La sottomissione è invece facile da riconoscere perché il cane è spesso sdraiato, a pancia in su e la coda ritratta tra le zampe posteriori. 

Allo stesso modo è impossibile non cogliere lo scodinzolio del cane felice: si presenta regolare, non troppo veloce e ovviamente coadiuvato da una serie di saltelli e guaiti facilmente riconducibili ad uno stato sereno.

Per ognuna di queste situazioni, esiste una determinata velocità dello scodinzolio: nel cane in atteggiamento aggressivo o insicuro, il movimento è lento perché l’animale sta studiando chi ha davanti, oppure non riesce a riconoscere bene la figura, soprattutto se è immobile. Se non avete mai visto un cane da caccia in ferma, vi consiglio di ricercare qualche filmato a testimonianza dell’incredibile postura comunicativa che assumono.

D’altro canto, il cane felice scodinzola molto più liberamente e spesso associa anche i movimenti dei fianchi che possono essere molto accentuati negli esemplari più amichevoli. Nel caso che la coda sia ben verticale e lo scodinzolio comunque attivo, avremo di fronte una possibile minaccia che è opportuno non confondere con la cordialità.

Chiarito il concetto di quanto importante sia la coda, è da chiedersi perché ad alcune razze questa venga recisa. Purtroppo sono usi legati a fattori estetici o pratici e questa usanza crea degli evidenti problemi di comunicazione tra simili, costringendoli ad utilizzare altri linguaggi del corpo come la posizione dell’orecchio o l’espressione facciale. È mia personalissima opinione che ogni cane ha il diritto di tenere la coda che la Natura gli ha donato.

Anche se i cani non parlano la lingua umana, comunicano comunque in modo abbastanza efficace e scodinzolare migliora la loro capacità. È interessante notare che i cani non parlano da soli. Scodinzolano davanti agli umani o ad altri cani, altrimenti non lo fanno!

Pensateci la prossima volta che vi ritrovate a mormorare con voi stessi.

Foto di copertina @Viorel Sima/Shutterstock

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