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Comportamento - Cane

Insegnare la ricerca al cane: i consigli dell’esperto e gli esercizi da fare

L’educatore cinofilo Luca Calegaro ci illustra alcuni esercizi da fare, da soli o in coppia, per insegnare l’attività di ricerca al cane.

Insegnare la ricerca al cane: i consigli dell’esperto e gli esercizi da fare 3 Agosto 2021Leave a comment
cane ricerca

Mi piace molto lavorare nei luoghi pubblici perché il cane si comporta diversamente dal campo. Utilizzo la mia struttura per alcuni tipi di esercizi, vado a domicilio per conoscere appieno la storia del cane e analizzare come vive in famiglia ma le uscite all’aria aperta sono indubbiamente necessarie per completare il percorso. 

Nei luoghi pubblici applico delle nozioni che il conduttore sarà in grado di ripetere in autonomia; il nostro cane è una scuola e dobbiamo studiare ed applicarci: solo così raggiungeremo i risultati che vogliamo. Noi non nasciamo imparati e così è per il nostro cane; applicandoci nell’esercizio possiamo raggiungere risultati di grande soddisfazione per entrambi.

Un luogo pubblico che prediligo si trova in provincia di Padova, vicino ai bellissimi colli Euganei: si tratta dell’Abbazia di Praglia, monastero benedettino dell’XI secolo. Questa bellissima location è snodo di alcuni sentieri belli e facili da fare da soli o in compagnia ed uno di questi è perfetto per imparare a condurre bene il proprio cane, esercitarsi nel richiamo e superare quella sorta di timore che alcuni proprietari hanno nei confronti del loro animale. Alcuni hanno paura di lasciarlo libero e vederlo fuggire, altri non riescono ad assaporare una camminata in tranquillità perché il loro amico peloso tira da matti. A tutte queste persone ho fatto conoscere questo percorso con lunghi rettilinei di strade bianche ombreggiate da platani, circondato da campi di girasole e di mais; avanzando nel percorso si raggiunge la bassa vegetazione dei colli limitrofi con frequenti spiazzi per riposarsi e ammirare la tranquillità del luogo. È perfetto per poter provare senza timore l’ebbrezza di avere un cane libero ma ubbidiente, capace di camminare al fianco senza nulla chiedere

I tre fondamentali che affronto in un percorso di educazione cinofila sono la passeggiata, il richiamo e la ricerca. Sono una triade di esercizi che arricchiscono il legame cane-conduttore e, se fatti nella maniera giusta, aiutano a raggiungere uno step successivo nella conoscenza del proprio amico peloso.

La ricerca: gli esercizi da fare

cane fiuto

Esiste un metodo molto divertente per muovere i primi passi nella ricerca e può essere fatto da soli o in due persone. Ovviamente all’inizio è meglio essere in coppia perché vanno esaminate le reazioni del proprio cane e solo quando si raggiunge una certa confidenza possiamo fare esercizi di ricerca in solitaria. Ho posseduto un belga malinois per alcuni mesi; si trattava di uno stallo in cerca di una sistemazione definitiva. Ad oggi è un eccellente cane della polizia cinofila e i primi esercizi che lui ed il suo conduttore compivano per avvicinarlo ai suoi futuri compiti sono gli stessi che utilizzo durante le uscite. 

Tengo il cane al guinzaglio e proseguo alcuni metri più avanti del conduttore; in un momento in cui l’animale non lo nota, invito il proprietario a nascondersi dietro un albero e attendo sinché “fido” si accorga della misteriosa sparizione. Generalmente non servono più di una manciata di secondi perché ciò avvenga e il cane si mette quasi immediatamente in modalità di ricerca. In verità il nostro amico cerca di capire che cosa sia successo perché questo esercizio non è una vera e propria “ricerca” ma piuttosto un forte stimolo che mette l’animale in allarme. Il suo pensiero è “il mio padrone è sparito e sono al guinzaglio con uno sconosciuto”. Da cane felice e rilassato in passeggiata, la situazione si capovolge in una sorta di allarme primordiale che risveglia la ricerca del proprio amato proprietario. 

In questo momento do il comando del “cerca” al cane, lascio il guinzaglio lasco e non lo guido in alcun modo. I primi esercizi dovranno essere con distanze contenute (15/20 metri) ma con il tempo posso allungare notevolmente il percorso. 

Altro fattore importante è cambiare luogo dove nascondersi perché la memoria olfattiva del cane è molto forte e la ricerca risulterebbe scontata. Ripeto frequentemente il comando “cerca” mentre il cane compie l’esercizio; il suono della parola deve diventare efficace alla pari del “seduto” o del “resta”.

Questo esercizio può essere reso più difficile o facile; se il nostro cane fatica a trovarci, allunghiamo leggermente la distanza e lasciamo che l’animale veda il proprietario nascondersi. Quest’ultimo dovrà mettersi in una posizione accucciata, spalle al cane e ovviamente premiarlo con numerose carezze una volta scovato. Ripetiamolo per 4/5 volte, variando luogo e distanza e il vostro “fido” sarà sempre più appagato nel venirvi cercare.

Gli esercizi di ricerca da fare in coppia

cane padrone

D’altro canto, se vogliamo affrontare una modalità di ricerca più avanzata, dobbiamo necessariamente essere in due ed utilizzare una lunghina per guidare inizialmente il cane che altrimenti potrebbe faticare a trovare la giusta traccia. Il conduttore si deve adoperare per lasciare delle tracce olfattive durante il percorso ed è possibile utilizzare degli oggetti personali che avrà cura di nascondere (ma non troppo) in un immaginario percorso rettilineo. Due o tre stop sono più che sufficienti per raggiungere lo scopo che desideriamo; non avrebbe senso mettere cento tracce e rendere la ricerca troppo difficile perché noi vogliamo che il cane ci trovi e che sia contento di averlo fatto. 

La seconda persona deve guidare il cane ma lasciarlo comunque molto libero di seguire il suo fiuto; la lunghina è fondamentale per dare manovra di lavoro all’animale, permettendo al conduttore di osservarlo ed eventualmente correggerlo e incoraggiarlo se la ricerca non sta dando gli esiti voluti.

Quest’ultimo esercizio è sicuramente più complicato del primo esempio, per cui va affrontato solamente una volta raggiunta una buona pratica e confidenza. Ricordiamo che fare un esercizio male può richiedere il doppio del tempo per correggerlo, causando frustrazione all’animale e a noi.

Ritengo fondamentale lavorare nella ricerca con il proprio amico perché aiuta a consolidare il legame ed apre la mente del conduttore a nuove esperienze e pratiche; innanzitutto ci accorgiamo che il nostro quadrupede riesce a fare ben più di ciò che crediamo e questa è un’iniezione di fiducia nelle capacità reciproche del binomio e, in secondo luogo, riusciamo a stancarlo mentalmente molto prima. Il lavoro “di testa” aiuta noi e l’animale a rilassarsi ma deve essere di breve durata perché fallire l’esercizio provoca l’effetto contrario ed i cani più vivaci potrebbero perdere facilmente la concentrazione prediligendo gli odori del fosso adiacente, con il rischio (alto) di dover caricare in macchina un cane fresco di acqua stagnante!

Luca Calegaro, educatore cinofilo Cinofilia Padova

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