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Comportamento - Cane

Cani e bugie: anche i cani mentono, proprio come gli esseri umani

Alcuni studi hanno evidenziato che anche i cani mentono. Non solo: sono anche in grado di riconoscere quando gli diciamo una bugia.

Cani e bugie: anche i cani mentono, proprio come gli esseri umani 23 Ottobre 2021Leave a comment
Maria Iniziato

Copywriter, ghostwriter e traduttrice freelance. Appassionata di arte, letteratura ed enogastronomia, scrivo anche di cibo su Dissapore e Info Food, di arredo e design su homify e di viaggi, musica, cinema, salute e benessere in giro per il web.

cane bugie

Secondo uno studio svizzero, i cani mentono e lo fanno in genere per ottenere quello che vogliono. La scoperta rivela che i nostri fedeli amici a quattro zampe sono in grado di ingannare i loro padroni soprattutto per avere più cibo.

Se fino a oggi abbiamo sempre creduto che le bugie fossero una prerogativa della nostra specie, è arrivato il momento di ricredersi, perché i cani mentono e lo fanno anche senza sensi di colpa! L’etologia sta dimostrando che l’intelligenza umana e quella animale hanno continui punti di contatto e scoprire che i cani dicono le bugie è una di quelle notizie che ci fa pensare che in fondo non sono poi così diversi da noi.

Lo studio su 27 cani

Per dimostrare che i cani mentono, gli studiosi dell’Università di Zurigo hanno fatto un esperimento su 27 cani di razze ed età diverse. Questi cani sono stati messi in contatto con due tipi di persone, uno più “cooperativo”, che gli ha dato cibo come ricompensa, e un altro “competitivo”, che gli ha solo mostrato la ricompensa per poi metterla via. In questo modo, i cani hanno immediatamente classificato le due categorie di persone come “buoni” e “cattivi”. 

Terminato questo addestramento, i cani sono stati guidati verso tre scatole: una contenente un biscotto, una con dentro una salsiccia e un’altra vuota. 

Il primo giorno, tutti i cani hanno provato a condurre la persona “cooperativa” verso le scatole con il cibo. Le persone hanno comunque mantenuto ognuna il proprio ruolo: chi ha consegnato il cibo e chi l’ha trattenuto per sé.

Il secondo giorno, le cose sono cambiate, perché i cani hanno capito che dovevano mettere in atto qualcosa per ottenere sempre la ricompensa. Infatti hanno agito con una vera e propria tattica. Agli sperimentatori “cooperativi” è stata sempre indicata la scatola contenente il cibo. Quando invece è stato il turno degli sperimentatori “competitivi” o “cattivi”, i cani hanno indicato la scatola vuota, con la speranza che gli umani cambiassero atteggiamento. 

In pratica, i cani hanno mentito sulla presenza del cibo nella scatola per ottenere quello che volevano, in questo caso il cibo.

I cani conoscono le tattiche per ingannare

Già dal secondo giorno, i cani sono stati in grado di ingannare gli sperimentatori “competitivi”, usando una tattica per provare a ottenere più cibo. Sapendo che la persona “competitiva” non gli avrebbe mai dato il cibo contenuto nella scatola, hanno scelto di mentirle e ingannarla.

Sicuramente, rispetto agli esseri umani, che mentono volontariamente, i cani dicono le bugie inconsapevolmente, non hanno la concezione di buono o cattivo o giusto o sbagliato. Le loro capacità cognitive, però, consentono di apprendere tramite l’azione, facendo errori e tentativi. 

Si comportano, in realtà, come dei bambini, senza intenzionalità e senza alcun tipo di morale dietro la menzogna. I cani mentono esclusivamente per ottenere ciò che vogliono, e il più delle volte si tratta di cibo. 

I cani sanno anche quando gli raccontiamo una bugia

Non solo i cani mentono, ma sono anche in grado di riconoscere quando gli diciamo una bugia. Questa volta la ricerca è stata realizzata dall’Università di Vienna e pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society. Lo studio si basa su un esperimento fatto con circa 260 cani, cha hanno dovuto riconoscere se gli veniva detta una bugia o la verità.

Posti davanti a due contenitori, uno con il cibo e uno vuoto, spostati più volte in presenza e in assenza dei ricercatori, i cani hanno saputo individuare quando il ricercatore indicava appositamente quello vuoto e hanno ignorato le sue indicazioni. 

Circa la metà dei cani coinvolti nell’esperimento ha obbedito alle indicazioni ricevute, pur sapendo che il ricercatore stava mentendo. Questo perché parliamo pur sempre di un animale che si fida ciecamente dell’essere umano e che, per questo, è abituato a obbedire.

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Maria Iniziato

Copywriter, ghostwriter e traduttrice freelance. Appassionata di arte, letteratura ed enogastronomia, scrivo anche di cibo su Dissapore e Info Food, di arredo e design su homify e di viaggi, musica, cinema, salute e benessere in giro per il web.

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